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    December 16

    bellissima LEGGETELA

    Un giorno vidi un ragazzo della mia classe che stava tornando a casa da scuola.
    Il suo nome era Arturo e sembrava stesse portando tutti suoi libri.                    
    Dissi tra me e me:"Perché mai uno dovrebbe portarsi a casa tutti i libri di venerdì? Deve essere un ragazzo strano."                              
    Io avevo già il mio week-end pianificato (una partita di pallone con gli amici e poi    feste), così ho scrollato le spalle e mi sono incamminato.                             
    Mentre stavo camminando vidi un gruppo di ragazzini che correvano incontro ad Arturo .. Gli arrivarono addosso facendo cadere tutti i suoi libri e lo spinsero facendolo cadere nel fango. I suoi occhiali volarono via, e li vidi cadere nell' erba un paio di metri più in là.         
    Lui guardò in su e vidi una terribile tristezza nei suoi occhi. Mi rapì il cuore!      
    Così mi incamminai verso di lui mentre stava cercando i suoi occhiali e vidi una lacrima nei suoi occhi.                                                     
    Raccolsi gli occhiali e glieli diedi dicendogli: "Quei ragazzi sono proprio dei selvaggi, dovrebbero imparare a vivere."                
    Arturo mi guardò e disse: "Grazie!" C'era un grosso sorriso sul suo viso, era uno di quei sorrisi che mostrano vera gratitudine.                                 
    Lo aiutai a raccogliere i libri e gli chiesi dove viveva.                              
    Scoprii che viveva vicino a me così
    e prima andava in una scuola privata. Parlammo per tutta la strada e io lo aiutai a portare alcuni libri. Mi sembrò un ragazzo molto carino ed educato così gli chiesi se gli andava di giocare a calcio con i miei amici e lui disse di si.                         
    Stemmo in giro tutto il week end e più lo conoscevo più Arturo mi piaceva così come piaceva ai miei amici.                                                       
    Arrivò il lunedì mattina ed ecco Arturo con tutta la pila dei libri ancora.            
    Lo fermai e gli dissi: "ragazzo finirà che ti costruirai dei muscoli incredibili con questa pila di libri ogni giorno!"                                     
    Egli rise e mi diede metà dei libri. Nei successivi quattro anni io e Arturo diventammo amici per la pelle.                                                         
    Una volta adolescenti cominciammo a pensare all'università, Arturo decise per Roma ed   io per un altra città.                                                                 
    Sapevo che saremmo sempre stati amici e che la distanza non sarebbe stata un problema   per noi.                                                                               
    Arturo sarebbe diventato un dottore mentre io mi sarei occupato di cause e litigi.                                                                              
    Arturo era il primo della nostra classe e io l'ho sempre preso in giro per essere un secchione. Arturo doveva preparare un discorso per il diploma. Io fui molto felice di non essere al suo posto sul podio a parlare.                                                                        
    Il giorno dei diplomi, vidi Arturo, aveva un ottimo aspetto. Lui era uno di quei ragazzi che aveva veramente trovato se stesso durante le scuole superiori. Si era un pò riempito nell'aspetto stava molto bene con gli occhiali.                                                                              
    Aveva qualcosa in più e tutte le ragazze lo amavano.                                   
    Ragazzi qualche volta ero un pò geloso!                                                
    Oggi era uno di quei giorni, potevo vedere che era un pò nervoso per il discorso che doveva fare, così gli diedi una pacca sulla spalla e gli dissi:"giovane te la caverai alla grande!"                                
    Mi guardò con uno di quegli sguardi (quelli pieni digratitudine) sorrise e             
    mi disse: "Grazie. Iniziò il suo discorso schiarendosi la voce:"Nel giorno del diploma si usa ringraziare  coloro che ci hanno aiutato a farcela in questi anni duri. I genitori, gli insegnanti,  ma più di tutti ituoi amici. Sono quì per dire a tutti voi che essere amico di qualcuno è il più bel regalo che voi potete fare. Voglio raccontarvi una storia: "Guardai il mio amico Arturo incredulo non appena cominciò a raccontare il giorno del nostro incontro.  Lui aveva pianificato di suicidarsi durante il week end. Egli raccontò di come aveva    pulito il suo armadietto a scuola, così che la madre non avesse dovuto farlo dopo, e di come si stesse portando a casa tutte le sue cose. Arturo mi guardò intensamente e fece  un piccolo sorriso. "Ringraziando il cielo fui salvato, il mio amico mi salvò dal fare  quel terribile gesto".Li un brusio tra la gente a queste rivelazioni.                                      
    ll ragazzo più popolare ci aveva appena raccontato il suo momento più debole.          
    Vidi sua madre e suo padre che mi guardavano e mi sorridevano, lo stesso 
    sorriso pieno di gratitudine.

    Non avevo mai realizzato la profondità di quel sorriso fino a quel momento.            
    Non sottovalutate mai il potere delle vostre azioni.                                   
    Con un piccolo gesto potete cambiare la vita di una persona, in meglio o in            
    peggio.                                                                                

    Dio fa incrociare le nostre vite perché ne possiamo beneficiare in qualchemodo. Cercate il buono negli altri.

    Ora tu hai due scelte, tu puoi:
    1) copiare qst intervento sul tuo blog
    2) ignorarlo come se non tiavesse toccato il cuore.
    Come puoi vedere io ho scelto la numero 1.
    "gli amici sono angeli che ci sollevano i piedi
    quando le nostre ali hanno problemi nel ricordare come si vola."

    Comments (2)

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    ok..io lo ignoro..ciao...
    Dec. 29
    marziawrote:
    ciauuuuu tesò  cm va? spero bene cmq nn so ke scrivere quindi vadu ciauuuuuuu tvtttttttttttttb  kissoni
    Nov. 1

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